Le prospettive 2050 di TERNA e le criticità del nucleare

Introduzione e scopo dell’articolo

Dopo i precedenti due articoli, pubblicati qualche mese fa, che illustravano alcune lacune e le carenze documentali degli scenari al 2050 inclusi nel PNIEC 2024, è ora la volta di commentare il documento TERNA sulle “Prospettive di Sviluppo del Sistema Energetico 2050 – Copertura della domanda elettrica” pubblicato il 28 ottobre 2025, che per brevità verrà in seguito indicato con l’acronimo PSSE50.

In questo documento TERNA rielabora i 2 scenari, con e senza nucleare, già contenuti nel PNIEC 2024, apportando significative correzioni e soprattutto integrando le informazioni relative ai risultati delle simulazioni scenaristiche con dei grafici che, di fatto, mettono in evidenza delle forti criticità per quanto riguarda l’adozione dello scenario nucleare.

Lo scopo di questo articolo è quello di illustrare, anche ricorrendo ad altri documenti scientifici,  queste criticità, che pongono dei forti dubbi sulla convenienza per il nostro Paese dell’opzione nucleare.

Vengono infine avanzate delle ipotetiche soluzioni alternative al nucleare, che potrebbero offrire soluzioni più robuste ed efficaci al fine di completare la decarbonizzazione e defossilizzazione del sistema elettrico italiano.

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Rapporto GdL1 della PNNS: il buio persiste

La sera del 3 aprile, come annunciato poche ore prima dal ministro durante il suo intervento al convegno “Transizione energetica e l’industria del nucleare”, il MASE ha diffuso i rapporti conclusivi dei sette Gruppi di Lavoro della Piattaforma Nazionale per il Nucleare Sostenibile (PNNS).

Nella pagina del sito internet del MASE che annuncia l’uscita dei sette rapporti, si ricorda che la PNNS “ha avviato i lavori a fine dicembre 2023 e ha concluso le proprie attività a ottobre 2024, con la finalizzazione dei rapporti conclusivi dei sette Gruppi di Lavoro (di seguito, “GdL”), sotto riportati.” Più avanti viene ribadito che “I sette rapporti conclusivi, sotto allegati, si configurano come risultati dei singoli gruppi di lavoro, e sono aggiornati a ottobre 2024, data di chiusura dei lavori della PNNS.”

Si rileva quindi un ritardo di quasi sei mesi tra la finalizzazione dei rapporti e la loro pubblicazione. Un simile ritardo, dovuto alla semplice pubblicazione di alcuni rapporti già finalizzati, non rassicura sul rispetto delle tempistiche previste per la realizzazione di impianti complessi e innovativi, come quelli auspicati dalla PNNS.

Dei sette rapporti PNNS, quello più rilevante per i temi trattati in questo sito è il primo, redatto dal Gruppo di Lavoro 1 (GdL1), composto da esperti incaricati di analizzare il “Contesto, scenari e prospettive” di un possibile ritorno alla produzione elettronucleare in Italia. Il documento, privo di allegati, si compone di 71 pagine, di cui solo quelle del Capitolo 4, intitolato “Elaborazione di proposte”, offrono dettagli sui due scenari al 2050 presi in esame: uno con e uno senza nucleare. Complessivamente, si tratta di 5 pagine, lo stesso numero che il PNIEC 2024 aveva dedicato all’argomento. In sostanza, il rapporto del GdL1 fornisce informazioni simili a quelle già anticipate nel PNIEC, con pochi ulteriori dettagli. Vediamo quali sono le novità.

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Scenari PNIEC al 2050: buio sul buio

A luglio 2024 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato la versione aggiornata del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC).

Nonostante il PNIEC sia un documento di pianificazione avente come obbiettivo principale il raggiungimento degli obbiettivi di decarbonizzazione al 2030 stabiliti in sede europea, il MASE ha ritenuto opportuno anticipare in esso delle ipotesi di sviluppo del sistema elettrico al 2050, che soddisfino il requisito del Net Zero rispetto alle emissioni in atmosfera di anidride carbonica (CO2) o di altri gas climalteranti. Pertanto sono stati considerati e messi a confronto due scenari, uno con una quota di produzione da nucleare dell’11% e l’altro senza, nel seguito definiti “con nucleare” e “senza nucleare”.

Nel PNIEC si afferma, sulla base delle analisi di scenario condotte nell’ambito della Piattaforma Nazionale per il Nucleare Sostenibile (PNNS), che entrambi i mix produttivi associati ai suddetti scenari sono capaci di raggiungere l’obiettivo del Net Zero. Tuttavia, lo scenario che include il nucleare comporterebbe un risparmio di 17 miliardi di euro rispetto a quello che esclude il nucleare, una cifra comunque esigua al confronto del costo complessivo della transizione energetica.

Nel PNIEC non viene indicato alcun riferimento a rapporti di calcolo che documentino le analisi di scenario, né quelle eseguite con il modello TIMES_RSE, né quelle dell'”ulteriore modello specifico per il sistema elettrico” menzionato a pagina 94, di cui non è stato indicato neppure il nome. Di conseguenza, basandosi sulle informazioni presenti nel PNIEC, risulta impossibile individuare i rapporti tecnici che attestino l’adeguatezza degli scenari al 2050 nel soddisfare il fabbisogno energetico per tutte le ore dell’anno.

Gli unici dati relativi al bilancio elettrico sono di tipo aggregato, ovvero riferiti all’intero anno, e sono rappresentati dagli istogrammi riportati nelle Figure 7 e 8 del PNIEC. Le colonne del primo istogramma illustrano le stime sul fabbisogno elettrico previsto per il 2050, mentre quelle del secondo istogramma indicano la suddivisione del mix produttivo tra le diverse fonti primarie di energia elettrica necessarie a soddisfare tale fabbisogno. È d’uopo sottolineare che questa suddivisione risulta piuttosto approssimativa, al punto da non distinguere il contributo di fonti significative come l’idroelettrico, il geotermico e l’eolico, tutte inglobate nella categoria “Altre FER”.

Sulla base di queste scarne informazioni ricavate dal PNIEC, è stata effettuata un’analisi di adeguatezza per valutare la capacità dei due mix energetici di soddisfare la domanda di elettricità per ciascuna delle 8760 ore del 2050. I risultati di questa analisi sono documentati nel rapporto “Studio ScETuR degli scenari al 2050 con e senza nucleare inclusi nel PNIEC 2024“, definito sinteticamente Scetur-PNIEC24, liberamente scaricabile dall’archivio europeo ZENODO all’indirizzo: https://zenodo.org/records/14765806.   

I risultati dello studio evidenziano che i due mix produttivi previsti per il 2050 nel PNIEC non riescono a coprire interamente la domanda di elettricità, generando deficit energetici annuali di circa 40 TWh su una domanda totale stimata intorno ai 500 TWh. Sebbene rappresenti una percentuale apparentemente contenuta dell’8%, il problema risulta particolarmente critico poiché questi ammanchi si concentrano nelle ore antimeridiane e serali dei mesi più freddi, superando regolarmente il 50% del fabbisogno in quelle fasce orarie.

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Inaugurazione del sito ScETuR

Con questo articolo si inaugura l’accesso pubblico alle pagine di questo sito internet denominato ScETuR. Questo nome, dalla grafia volutamente irregolare, identifica il codice di calcolo per simulare Scenari Energetici Tutto Rinnovabile.

La scrittura del codice ScETuR è stata avviata nei primi mesi del 2021 con l’obiettivo, come suggerisce il nome, di simulare numericamente il comportamento di scenari energetici in cui tutta l’energia primaria deriva da Fonti di Energia Rinnovabile (FER).

Le principali fonti destinate a un maggiore sviluppo nel contesto della transizione energetica italiana sono quelle provenienti dal sole e dal vento. Si tratta di risorse naturali caratterizzate da una variabilità intrinseca, sia giornaliera che stagionale, che non coincide con i profili temporali della domanda di energia elettrica.

Questo disallineamento tra produzione e domanda di elettricità rende necessario dotare il sistema elettrico di adeguati sistemi di accumulo temporaneo di energia. Questi sistemi permettono di compensare i periodi di deficit produttivo utilizzando l’energia accumulata durante i periodi di surplus. Per stimare il dimensionamento di tali sistemi, o per valutare l’adeguatezza di quelli già esistenti, è indispensabile condurre un’analisi dettagliata del bilancio tra produzione e domanda, considerando tutte le 8760 ore dell’anno. Questo è esattamente il compito svolto dal codice ScETuR.

Questo sito ha lo scopo di raccogliere e presentare in modo sistematico i rapporti di calcolo, che illustrano i risultati degli studi realizzati attraverso le simulazioni ScETuR. Attualmente, gli studi disponibili sono i 4 elencati in ordine cronologico qui di seguito:

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